A scanso di equivoci, quello che propongo è nulla più che un giochino intellettuale senza alcuna pretesa di sistematicità e meno che mai di creare divisioni manichee o definire assurde ortodossie. Mi sono limitato a prendere in considerazione idee che hanno grande influenza su di me – nonché su molti altri – provando a delinearne pregi e limiti, cercando di associarli a una persona specifica per rendere il tutto più interessante; ovviamente non bisogna pensare che le ‘figure positive’ siano da prendere alla lettera come il Vangelo né che quelle ‘negative’ siano totalmente da rigettare, si tratta in gran parte di simpatie personali che ritengo però poggino su qualche fondamento concreto. Sono molto interessato al confronto, raccomandandomi ancora di non prendere nulla troppo sul serio.

Malthusianesimo/studio dei limiti dello sviluppo

PUNTI FORTI:

PUNTI DEBOLI

FIGURE POSITIVE: Donella Meadows, Ugo Bardi.

FIGURE NEGATIVE: Garrett Hardin, Jorgen Randers

Marxismo

PUNTI FORTI:

PUNTI DEBOLI

FIGURE POSITIVE: Jason Moore

FIGURE NEGATIVE: Toni Negri

Liberalismo/Pensiero libertario

PUNTI FORTI:

PUNTI DEBOLI

FIGURE POSITIVE: Aurelio Peccei

FIGURE NEGATIVE: quasi tutti i politici che oggigiorno si professino di orientamento liberale.

Anarchismo

PUNTI FORTI:

PUNTI DEBOLI

FIGURE POSITIVE: Murray Bookchin, David Graeber

FIGURE NEGATIVE: Black Bloc, frange anarco-insurrezionaliste

Movimenti sovranisti-antiglobalizzazione

PUNTI FORTI:

PUNTI DEBOLI

FIGURE POSITIVE: Noam Chomsky

FIGURE NEGATIVE: Diego Fusaro

Animalismo/antispecismo

PUNTI FORTI:

PUNTI DEBOLI:

FIGURE POSITIVE: Peter Singer

FIGURE NEGATIVE: Michela Vittoria Brambilla

 

3 Responses

    1. Tu Randers lo hai conosciuto personalmente mentre ho potuto limitarmi a leggere libri e interviste, quindi sicuramente sei sicuramente più capace di giudicarlo. Per me è un grandissimo analista dei limiti dello sviluppo che però non si dimostra altrettanto efficace nell’analisi della sfera sociale (a differenza della Meadows). Dire ad esempio che un sistema autoritario è più efficace sul piano ecologico perché (banalizzo ovviamente) può sostanzialmente fare quello che vuole è estremamente miope. Qulsiasi forma di potere, liberaldemocratica o dittatoriale, si basa sulla legittimità e per tale ragione viene accettata. La Cina ha imposto ad esempio il figlio unico, ma ha trovato legittimazione perché contemporaneamente ha avviato la popolazione a uno stile di vita occidentale (vanificando quindi gran parte dello sforzo di contenimento demografico). Ora, se tu in un sistema dove già la gente si sente ingranaggio di una mega-macchina più grande di lei instauri un governo autoritario privandola di quelle cose che conferiscono status sociale, crei una situazione che non puà assolutamente funzionare (e dico ‘funzionare’, non ‘farsi accettare’).

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